quelle piccole cose
todo y nada
rumore,silenzio
resto seduta ad “ascoltare il tempo”
guardo la mia vita
non la vivo
non la cavalco
e non è questo che voglio
cambiare
agire
andare
la mia anima grida si dimena vuole uscire
fuori
ed io sto lì,la guardo
non le sento le sue grida mute
ma le avverto
con gli occhi sbarrati le vedo
eppure nulla
non mi muovo
poi mi guardo
la mia anima inquieta
il mio corpo imbrigliato in fasce bianche
immobilizzato come quello di una mummia
non riesco a liberarmi
e tutto questo è frutto della mia mente
senza nessuna ragione
lei tesse la mia prigione
come una ragnatela
sottile ma potente
implacabile
continua a tessere
come si fa a fermarla?
BUIO
Archivio Giornaliero: dicembre 12, 2011
todo y nada
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dubbi conoscitivi
io non ho
risposte
io ho
domande
dubbi
incertezze
io non voglio
insegnare
io voglio
imparare
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sonodovecomequando
il bisogno di comunicare
l’urgenza di dire
di uscire
di agire secondo istinto
senza pensare
per poi pentirsene magari subito dopo
ma chi se ne frega
almeno l’avrò sentito
quell’attimo infinito
in cui tutto è in preda all’emozione forte,improvvisa,bramata
senza controllo
il cuore che batte all’impazzata
il rossore in viso
e il subbuglio nello stomaco
dentro
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illusion
a volte si è così fragili
si ha così bisogno di essere amati
qualcuno che ci pensa
ci fa pensare
di essere qualcuno
vorrei essere portata per mano
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n.b.
GUARDA BENE TUTTO
PRENDI CIò CHE VUOI
FAI QUELLO CHE PENSI
should beware of hot air
non riempirti la bocca d’aria
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in viaggio
Febbraio 27, 2008 ·
io sulla via del ritorno
un altro viaggio
un altro pezzo del mio puzzle
qualcosa in più
eppure per la prima volta sento freddo nel mio viaggiare da sola
quante valigie
quanta distanza
quanti addii
si possono sopportare?
Torno da Dubai,lui ora vive lì e lì resterà.
Beh è un bel pezzo di puzzle
mi sa che l’amore è come un puzzle
è pieno di pezzi molto simili
ma uno solo combacia
c’è
ma vallo a trovare!
cmq il viaggio continua
non sono un lago
sono un fiume
e continuo a scorrere
portandomi via i miei detriti
i tasselli del mio puzzle
e intanto sto diventando grande
mio malgrado
ho bisogno
di cose concrete
e risultati
e
solo io
posso darmene
quindi forza,impegno,determinazione e concentrazione
adesso è il mio tempo
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la Saggezza è il Bisbiglio del Solitario a se Stesso in Pieno Mercato(NIETZCHE)
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collages
mi riapproprio
del mio essere.
sorprenderti
i miei occhi sempre ben aperti
sbarrati sul mondo
ritrovare quella sintonia semplice
parlare
all’infinito
cresciute più consapevoli
ma serene
contatto
senza un motivo preciso
il dubbio
il non sapere
è una cosa che non sopporto
cerco un confronto
nelle mie conversazioni
un punto di vista nuovo
che mi dica qualcosa in più su di me
ma questo non c’è
sei sordo o muto
o semplicemente assente
e mi chiedo se davvero sia così impensabile
ed inaccettabile
il mio proposito
se sono assurda io
quello che mi passa in testa
Lo so non è facile stare lontani da casa
soprattutto quando i nostri cari avrebbero bisogno di noi
quando noi cresciamo e loro invecchiano
quando prendiamo coscienza di questo,siamo davvero diventati grandi
e fa male
ti senti impotente e un pò in colpa
ma bisogna partire
si inseguono sogni
si fanno progetti
ci si mette alla prova
e rinunciare non sarebbe giusto
è la nostra vita
ciò che non si fa
non esiste
ed è meglio non avere rimpianti
meglio fare,vedere,sbagliare
x correggersi,cambiare
c’è sempre tempo
ma chi non prova
non ha vissuto
gli amici
l’incontro più bello importante ed impegnativo
e se sono quelli giusti
quelli veri
è x sempre
vanno bene in tutte le stagioni
non subiscono le mode
è dura lasciarli
a volte si avverte il bisogno di lasciare casa
x crescere,x staccarsi,x noia
ma lasciare gli amici,i compagni di viaggio è diverso
vorremmo portarli con noi
averli presenti
affrontare il nuovo insieme
ed esserci x loro
quando ridono,festeggiano,piangono,cambiano partner
sembra di perdere qualcosa
ma ci sanno capire
e appoggiano le nostre scelte
ci spingono a continuare
di persone ne incontriamo tante
e ne perdiamo x strada altrettante
ma se siamo fortunati
e non ci siamo risparmiati
se siamo stati sinceri
se qnd ne avevano bisogno non lo siamo stati xkè abbiamo capito che volevano sentirsi dire 1 bugia e li abbiamo accontentati
se ci siamo sbilanciati in un abbraccio ogni tanto
se ci siamo alzati in piena notte x loro
se abbiamo continuato a curare e coltivare il rapporto
anche quando erano 1 pò assenti e distratti
se li abbiamo perdonati
se siamo cresciuti in tutti i sensi con loro
se nonostante i cambiamenti di vita,città,personalità,colore di capelli
non ci siamo persi
e se loro hanno fatto lo stesso
allora questo niente lo potrà cambiare
nè il tempo
nè la distanza
i ricordi restano
e anche la voglia di stare insieme
anche se per periodi +brevi
ma magari + intensi
è dura
per te
ma anche per loro che ti vedono partire
ma chi resta e resta davvero
sa aspettare
e quando torni c’è tanto da dire da raccontare
e c’è il silenzio
quel silenzio prezioso carico di emozioni e complicità
c’è silenzio
perchè le parole non servono
o non bastano
purtroppo
le difficoltà e i cambiamenti(magari in peggio)
non si possono evitare
e anche contro il tempo siamo impotenti
ma sappiamo amare
impegnarci
e non ci arrendiamo
questo è quello che conta
e prima o poi
arriva il bel tempo
il dolce non sarebbe così dolce senza l’amaro
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IN TRENO
in treno 21/4/08

le finestre iluminate mi fanno male mentre corro nel buio
trattengo il respiro con te
a volte anche un lampione può sembrare la luna
il mare
chissà quante voci ha inghiottito
non puoi guardare il mare senza avere un sussulto una vertigine
e ora vorrei ballare con te
e questo tempo che inganna funereo
nasconde il ritorno della nuova vita
la cela dietro una nebbiolina umida
e mi toglie il fiato
quel campanile a strapiombo sul mare
così vicino che lo posso toccare
e ho paura
di scordare
di perdere qualcosa
ma devo proseguire
difficile dire cosa si muove dentro me
ricaccio l’abitudine
dimmi che non vuoi morire
perchè ora io uscirei
a toccare la sabbia fin sotto le unghie
a respirare pioggia
a conversare
fosse anche con il vento
dentro pulsa vita
ma sono suoni muti
già abortiti
ma domani arriva e io ci sono
eccomi
mi vedi?
lo senti?
qua
sotto questo velo di normalità apparente
esplodo
questa voglia di esistere mi invade
violentemente
e mi lascia accaldata e turbata su un letto disfatto
dagli incubi
come soddisfarla?
come nutrirla?
questo mio fuggire dal tempo
è da assecondare?
io vorrei abbandonarmi senza perdermi
sospesa non posso più stare
è un’altalena che confonde e stanca
dovrei piantare i piedi ben a terra
ma a volte torno su
per poi fermarmi a metà
è questo non spingersi oltre che pesa
e allora basta
io sono io
e forse mi trovo
questo è il mio tempo
tutto si può rifare
e chi se ne frega
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MILANO
Milano me ne vado.
Qui ho passato un pò del mio tempo
e in questo tempo sono grandie.
Ho girovagato spesso osservando e restando in ascolto
in solitudine
a piedi o sui mezzi.
In macchina è meglio evitare
mi manca lo scatto da gazzella(pazzi!!)
Dalle mie parti ti concedono il quarto d’ora accademico ai semafori
qui ti mitragliano o ti passano sopra
(e non è un luogo comune,ti piombano davvero addosso come api imbufalite)
Milano grigia e con un odore agre che certe mattine ti viene voglia di scappare
Milano col sole e colorata dai turisti o dalle sfilate
Milano la città del duomo con le sue guglie,i piccioni e le foto
(e le “teen-agers “impazzite sotto il balcone di trl)
Milano città dello shopping,delle vetrine innarrivabili e delle scarpe eccentriche
quante ne ho viste
non basterebbe una vita per indossarle tutte!
Milano la città delle belle signore e degli uomini eleganti
(il meglio lo danno in inverno I LOVE ITALIAN STYLE)
la capitale della moda e ahimè
delle modelle con le gambe chilometriche.
Il luogo dove tutto sembra possibile,a portata di mano,
niente di più illusorio.
Qui tutto è veloce
i primi tempi mi sentivo una lumaca
ma è stato bello,stimolante adattarsi.
I rapporti umani non sono semplici
nulla scatta immediatamente
c’è studio,attenzione,attesa
ma poi conosci persone interessanti
riservate ma capaci di gesti veri(e non è poco)
La città dove trovi tutto e tutti
redazioni,radio,tv,vip,la borsa,le griffes,
H&M(che griffe non è ma fa tanto trendy,
soprattutto quando tornavo a casa in Toscana perchè lì non c’è)
i very happy hours,i navigli,la Bocconi e la Cattolica,la galleria Vittorio Emanuele,le colonne di s.lorenzo,le mostre,la Triennale,gli eventi,i vernissage,(quanti ne ho visti,non mi saziavo mai)
la Scala,il castello,le vetrine,corso Como,il Nhow,l’accademia,il design,la fiera,il salone,zona Tortona,le gallerie di Brera,i grandi studi
e altro tanto altro ancora.
Una cosa non trovi
il PANE
quello proprio non lo sanno fare
sembra chewing-gum
dicono x colpa dell’umidità
però si trova ottimo sushi e gelato.
Milano sembra grande
ma poi incontri le stesse facce
bevi del buon vino nei soliti localini
e fai la spesa nell’ess****ga vicino casa
è divisa a zone
e si gira anche a piedi.
La città dei tram,
sono ancora in funzione quelli in legno
con la luce giallognola
pochi posti e scomodi
ma erano i miei preferiti
sembrava di stare dentro una foto in bianco e nero,anzi seppia.
Qui ci sono cresciuta un pò
per gli incontri,le situazioni,il freddo,la fretta,le difficoltà.
Non è raro sentirsi soli
serve una certa attitudine e corazza
finchè non trovi il tuo posto almeno.
è 1 pò come salire al volo su una giostra veloce
non è semplice ma una volta su tutto cambia,rallenta,sei a casa.
Milano
a volte sembra che ti inghiotta
nel caos,nella nebbia(sempre + rara tra l’altro…omaggio dell’effetto serra)
nell’incertezza alla domanda:”ce la farò?”
nella paura quando scende il buio e il tuo passo accellera insieme al battito del tuo cuore
altre volte ti sorprende con scorci e luci inedite
ti invita
si lascia guardare e ti sfiora.
è una strega ammaliatrice
che promette e non mantiene
ma sa far sentire la sua mancanza.
Milano la città dove ho amato,pianto e riso,dove ho sentito forte la mancanza di casa,dei miei.
Ho corso e cantato per le sue strade.
Milano vado via
io uno spettro tra tante ombre che si aggirano in questa metropoli Italiana.
Ma non importa io ti porto dentro
ti ricorderò con un riso un pò amaro
di chi non ti ha avuta mai fino in fondo.
O forse tornerò a prendermi la rivincita.
Ciao Milano
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Matisse et moi
Matisse fa un gioco.
Siamo a spasso,
a un certo punto inizia a correre e tira forte
per avvicinarsi a un cancello
per cercare e far arrabbiare un altro cane che arriva
abbaiando.
Allora Matisse corre via veloce
allegro e colpevole
come chi ha appena combinato una marachella
e tutte le volte la scena si ripete.
Si diverte lo stronzetto
lo va a cercare o forse lo va a trovare chissà
è un appuntamento il loro
dove ognuno recita la sua parte
Matisse fa i dispetti e l’altro finge di arrabbiarsi.
Ma i cani sono spontanei
non simulano,
se non si piacciono se lo dicono sul muso a gran voce
gli si rizza il pelo e in un gesto di stizza e disprezzo
coprono l’odore del nemico,lo cancellano
facendo sentire la loro superiorità.
Che bello l’istinto,lo rifuggiamo ma alla fine
fa meno danni della ragione,dei calcoli.
é puro,è natura.
Fatto sta che dopo un pò di volte
mi lascio coinvolgere
mi lascio andare
seguo Matisse nel suo gioco
corro insieme a lui
e mi ritrovo a scappare divertita
mentre l’altro cane poveretto
ci ulula dietro la sua rabbia.
Speriamo non si apra mai quel benedetto cancello Matisse
sennò ci fa le feste.
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after eight
è il momento in cui siamo più vulnerabili
non a caso è l’ora del
cocktail
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AL PARCO
Ieri sono andata al parco
all’imbrunire,
l’ora che prediligo
quando il tramonto è passato
e la notte ancora non arriva.
Faceva caldo
ma sulle mie spalle sentivo goccioline leggere di pioggia
che mi davano sollievo.
Ho capito che mi era mancata la pioggia
ma solo un pò.
Entro dal cancello e su una panchina vedo un gruppo di ragazzini
stanno seduti sulla spalliera,i piedi appoggiati sul sedile.
é ora di rientrare,è quasi buio
ma a smuoverli da lì
da quel tempo immobile e infinito(illusione che si ha solo a a 15 anni)
non è questo
nè la leggera pioggerellina estiva.
Due ragazzi,un lui e una lei
si baciano.
Intorno il nulla,
lei è un pò titubante
ma poi si lascia andare
noncurante degli amici,nè dei passanti.
Proseguo,filo dritto
per pudore
e per lasciargli quello spazio,quel tempo che è loro
il brivido e l’incoscienza
di provare,di scoprire.
Vivendo la scena da esterna
ripenso all’adolescenza
a quando il cuore batteva per nulla
alle fantasie
ai desideri che iniziavano a svegliarsi.
Quando si vorrebbe essere uno di quei due su quella panchina
sotto la pioggerellina d’estate
a passarsi fiato e paura.
Adesso no
adesso potendo scegliere
vorrei essere uno degli amici che se na va a casa solo
con la coda tra le gambe(forse).
E sentirmi bene,
godere il tempo che infinito non è,
ingorda di attese e momenti sospesi,
di forme astratte,
di pensieri che sono ancora bozzetti
di azioni che non si compiono
ed eventi che non si manifestano.
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é stupido voler piacere agli altri.
Non curarsene
questo è.
In fondo ho sempre sognato
che qualcuno
mi apprezzasse così,
per come sono.
Qualcuno che veda l’essenza,
ciò che sta sotto,
che abbia voglia di scoprirmi
e ci si perda.
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L’EUROPE N’EST QUE UN PETIT CAP DU CONTINENT ASIATIQUE
La vecchia e gloriosa Europa è tramontata,
resta il ricordo
e gli statisti reclamano come antichi nobili finiti in rovina
il loro prestigio
Ma hanno le riserve a secco
il futuro è a EST
capovolgimento laterale
crociate al contrario
economia in ascesa.
Dopo la colonizzazione statunitense
il vecchio continente
cede alle avance dell’Oriente(medio e oltre),
si lascia inebriare dal nuovo amante.
Kebab al posto di hamburger,
pantaloni alla turca,pigiama palazzo e foulard di seta
si contendono il mercato dei mitici jeans,
hennè e non più tatoo
e poi ancora narghilè(sciscia), humus,thè,olii profumati,hammam,ayurveda,yoga,incensi.
L’Asia avanza
e l’Europa guarda affascinata quella danza di conquista
fatta di veli,attenzioni infinite,odori avvolgenti e colori sgargianti.
Difficile resistere e ben venga
purchè non si perda il contatto con la realtà,
purchè sia fusione costruttiva e non invasiva.
Avanti EurAsia
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INSOSTENIBILE PESANTEZZA DELL’ESSERE
Come quelle vetrine con su scritto”guardare e non toccare”,
come qualcosa di etereo
che non si può avere nè afferrare.
Così tengo a distanza le persone,
le altre vite,inclusa la mia.
Dovrei essere all’apice,
un’orchidea che sboccia
e si apre al mondo.
Invece nulla.
Vita da reclusa,da asceta
no
da ritirata.
Che ne è stato del folleggiar?
E sono fuori tempo massimo i festaioli
oppure sono spenta io?
26 anni come si collocano?
La psicoterapeuta di una mia amica li definisce ancora adolescenza.
Fosse così anche per il corpo:
dai 25 inizia il declino
devo correre ai ripari prima che qui crolli tutto!!
Comunque adolescenza mi sembra …gigantesca!
Quindi adolescente no,
donna no.
Ventenne?!Nemmeno.
Ricordo bene i miei 20,21 e così via;
l’inarrestabile succedersi di quei numerini dietro l’imponente 2!!
Piccole sanguisughe che ti aspirano il tempo!
Patetica?!Ridicola?!Il peggio ha da venire?!
Ossia l’insostenibile terza decina?!
Non lo so,
ma non mi sento giovane.
Forse sono le responsabilità,mettere la testa a posto,concretizzare,tenere in piedi una relazione a distanza.
Ma un pò mi deprime.
è tutto qua?
Festa finita?
Maturità conseguita?
Forse è la voglia di arrivare.
No,mi correggo è la paura di non arrivare.
E allora via di corsa proiettata nel futuro.
Prostrata al dovere.Da parte il piacere.
Risparmiare,laurearsi,coltivare un rapporto a 2,costruirsi un futuro,investire su sogni concreti.
Ke ansia!
D’accordo si diventa grandi,
si pensa in grande,
si pensa da grandi…..
si pensa e si agisce da vecchi!!
Ma questa non è la mia vita.
Dov’è il ruggito gagliardo e un pò incosciente della gioventù?
Se me ne andassi domani
potrei cancellare ben poche cose dalla mia lista
“cose da fare prima del time out”.
Neanche ho una lista,
dovrei lasciare scritte le mie ultime volontà?
A 26 anni?(da compiere per inciso,ma cerco di abituarmi piano piano,per evitarmi il trauma tutto insieme)
Oppure dovrei iniziare a fare qualcosa,
così che i posteri guardando alle mie azioni
potrebbero fare supposizioni e tirare ad indovinare
quali fossero le mie inclinazioni,le mie scelte,il mio percorso.
Vivere nel domani.
E oggi?Dov’è finito?
é già finito,sono le 2 del mattino e oggi è già ieri..porc…!
Progettare e dimenticarsi del sè?
Mettere a tacere le pulsioni?Le passioni?
Sono pragmatica,risoluta,ambiziosa e determinata.
Ma i miei 25 anni chi me li restituirà se non li vivo adesso?!
Soprattutto,perchè non riesco a viverli come vorrei?
“Se vuoi qualcosa,datti da fare e prendila”
Facile a dirsi,
ma se rincorri un qualcosa e poi non ci arrivi e ti accorgi che ops ti sbagliavi
e nel frattempo ops qualcosa come 10 anni sono passati,
anzi te li hanno scippati via in un attimo.
Bhe,allora che fai?
Ti leghi un sasso al collo con su scritto
“ci ho provato,volevo qualcosa,mi sono data da fare ma non ha funzionato
e adesso game over”
Questo rimarrebbe da fare?!(esagerando ovviamente)
In un mondo(soprattutto lavorativo)che ti considera vecchio alla soglia dell’età adulta
la domanda è lecita e il terrore pure.
é che non esiste più una via di mezzo!
Mi sento impacciata,immobile,a rilento.
Adulta senza averne i mezzi.
Come una bambina con le scarpe alte della mamma(goffa,buffa e destinata a cadere)
Voglio svegliarmi da questo torpore.
Non mi appartiene.
O forse è una nuova crescita e mi apparterrà?
Presto mi avvolgerà e scenderà la sera del declino su di me?!
Sono destinata a diventare uno zombie che vive a metà?!
Sono ridicola,cerco di sdrammatizzare,
ma la situazione è seria.
Passerò al vaglio le possibili opzioni(ecco di nuovo che mentre la rifuggo la razionalità mi assale,che confusione!)
Meglio dormirci sopra e domani
A little less conversation
a little more action!!
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NERO
Tra l’azzurro pallido sfumato di bianco,
il verde,
la luce che filtra tra le foglioline
e il giallo dell’erba baciata dal sole,
un’ala nera sbatte per terra.
Mi avvicino,
lo vedo,
è una carcassa di un pacchetto di patatine,di quelle piccanti
finito
e abbandonato lì.
La brezza lo fa muovere,
e lui agonizza come un uccellaccio nero.
In quella che viene chiamata l’adolescenza
si cerca la morte,
la si accarezza piano,
nel tentativo di sedurla
forse per provare il brivido di domarla.
Poi gli anni passano
e ci si dimentica di lei.
é qualcosa di sconosciuto,
un mistero lontano,racchiuso chissà dove.
Non ci appare più attraente,
la guardiamo con distacco
come uno spettacolo incomprensibile.
Siamo spettatori che non applaudono,
e che voltano la faccia.
Forse è così che nasce la paura,il timore.
L’ignoto spaventa sempre.
E quando ci si para davanti inesorabile,
quando colpisce senza badare troppo a chi o cosa
per poi proseguire con la sua danza di veli che sfiorano appena il suolo;
ci spazza via.
Il rifiuto,l’averla dimenticata li paghiamo così,
vivendo l’incertezza e l’imprevisto.
E niente destabilizza di più l’uomo
dell’assenza di controllo.
Allora per non dolersene troppo si dovrebbe continuare a tenerla d’occhio
e concederle un ballo ogni tanto?
Poco più avanti si manifesta.
Un uccellino è caduto da un albero
e giace a pancia sopra.
Le zampine contratte.
Non lo avevo messo a fuoco subito
ma è stato un attimo capire,
ritrovare il ricordo,
vivo.
E un sussulto di paura e ripugno
mi scuote.
Ma quando lo guardo una seconda volta
lo spavento è svanito,
perchè ormai conosco.
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