le finestre iluminate mi fanno male mentre corro nel buio
trattengo il respiro con te
a volte anche un lampione può sembrare la luna
il mare
chissà quante voci ha ingoiato
non puoi guardare il mare senza avere un sussulto una vertigine
e ora vorrei ballare con te
e questo tempo che inganna funereo
nasconde il ritorno della nuova vita
la cela dietro una nebbiolina umida
e mi toglie il fiato
quel campanile a strapiombo sul mare
così vicino che lo posso toccare
e ho paura
di scordare
di perdere qualcosa
ma devo proseguire
difficile dire cosa si muove dentro me
ricaccio l’abitudine
dimmi che non vuoi morire
perchè ora io uscirei
a toccare la sabbia fin sotto le unghie
a respirare pioggia
a conversare
fosse anche con il vento
dentro pulsa vita
ma sono suoni muti
già abortiti
ma domani arriva e io ci sono
eccomi
mi vedi?
lo senti?
qua
sotto questo velo di normalità apparente
esplodo
questa voglia di esistere mi invade
violentemente
e mi lascia accaldata e turbata su un letto disfatto
dagli incubi
come soddisfarla?
come nutrirla?
questo mio fuggire dal tempo
è da assecondare?
io vorrei abbandonarmi senza perdermi
sospesa non posso più stare
è un’altalena che confonde e stanca
dovrei piantare i piedi ben a terra
ma a volte torno su
per poi fermarmi a metà
è questo non spingersi oltre che pesa
e allora basta
io sono io
e forse mi trovo
questo è il mio tempo
tutto si può rifare
e chi se ne frega

0 risposte finora ↓
Non ci sono ancora commenti... Inizia tu riempiendo il modulo sottostante.